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SITI RESPONSIVE
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Il desing responsivo, è una tecnica di web desing per la realizzazione di siti in grado di adattarsi graficamente in modo automatico al dispositivo coi quali vengono visualizzati (computer, notebook, netbook, tablet, smartphone.
SITI E-COMMERCE
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l'E-commerce non è solo il negozio online per la vendita di beni di tipo materiale (libri, abbigliamento, elettronica, prodotti digitali ecc. ) ma anche i siti che vendono beni immateriali (ebook, software, ecc.)
SITI LANDING PAGE
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Una landing page, è una pagina web specificatamente strutturata che il visitatore raggiunge dopo aver cliccato un link o una pubblicità, spesso personalizzata per campagne pay per click o richiedere informazioni atteaverso un form.
SITI VETRINA
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Un sito vetrina è un sito illustrativo, cioè il sito classico che si presta ad essere una brochure online o un biglietto da visita, con le pagine chi siamo / prodotti / servizi / contatti ecc. una presentazione per entrare nel mondo online.
GWD siti
SITI RESPONSIVI
» Designe Responsive
Il design responsivo,o responsive web design (RWD) o sito responsive, indica una tecnica di web design per la realizzazione di siti in grado di adattarsi graficamente in modo automatico al dispositivo coi quali vengono visualizzati (computer con diverse risoluzioni, tablet, smartphone, cellulari, web tv), riducendo al minimo la necessità dell'utente di ridimensionare e scorrere i contenuti. Il design responsivo è un importante elemento dell'accessibilità,  la quale tiene conto inoltre di numerosi altri fattori, incentrati non  solo sui dispositivi ma anche sulle caratteristiche dell'utente (quali:  capacità cognitive, vista, difficoltà fisiche, e così via).
GWD siti responsivi


- Sviluppo e gestione del vostro sito web

- Navigabile anche su tablet e Smartphone

- Connesso ai Social Network

- Strategia di marketing e SEO

» Storia
Il design responsivo nasce con la necessità di rendere i siti web facilmente accessibili con ogni tipo dispositivo e risoluzione video, necessità rilevata e studiata sin dagli anni 1990, anche dal gruppo del World Wide Web Consortium. Un libro del 2010 di Zoe Mickley Gillenwater sui fogli di stile 3.0 includeva guide sull'impaginazione flessibile. La locuzione Responsive Web Design (RWD) è stata invece coniata da Ethan Marcotte in un articolo sulla rivista A List Apart, descrivendone poi teoria e pratica in un breve saggio del 2011. .net Magazine ha indicato il design responsivo come una delle principali tendenze del 2012. Il 29 agosto 2012 il W3C ha pubblicato in versione bozza la proposta HTML Responsive Images Extension,  contenente le specifiche per la creazione di un nuovo tag html  <picture> al fine di superare i limiti del tag <img> e  consentire alle pagine web di visualizzare diverse immagini in funzione  di fattori quali risoluzione e densità dello schermo utilizzato  dall'utente. Luke Wroblewski ha riassunto alcune delle sfide progettuali del  design responsivo, pubblicando un catalogo di modelli di impaginazione  multi-dispositivo e suggerendo di focalizzare l'attenzione in particolare sull'esperienza dell'utente. AdWords Targeting (Device Platform Targeting).
» Caratteristiche
Un sito responsivo fa uso di una impaginazione grafica con griglie a proporzioni fluide, struttura e immagini flessibili, e, generalmente, dei fogli di stile 3.0; in particolare di un'estensione della regola @media, per adattare l'impaginazione grafica all'ambiente nel quale il sito è visualizzato.
Le media queries consentono alla pagina di usare diversi fogli di stile in base alle caratteristiche del dispositivo utilizzato.
Il concetto di griglia flessibile richiede che gli elementi siano  dimensionati tramite unità relative come percentuali ed em, e non con  unità assolute come pixel o punti.
Le immagini flessibili devono poter essere visualizzate con  dimensioni diverse, in modo da potersi adattare all'impaginazione  evitando di sovrapporsi agli altri elementi.
Come risultato, gli utenti che utilizzano diverse periferiche e browser, hanno accesso a un singolo sorgente  i cui contenuti vengono però disposti in modo differente tale da essere  sempre facilmente consultabili, e senza dover compiere troppe  operazioni di ridimensionamento, scorrimento e spostamento.
- Risoluzione breakpoint
La necessità di adattare l'impaginazione alle diverse dimensioni e risoluzioni  degli schermi, ha introdotto il concetto di "Resolution breakpoint"  ("punti di interruzione della risoluzione"), in modo da stabilire delle  soglie alle quali modificare la presentazione grafica in funzione della  larghezza del dispositivo.
Tali soglie sono generalmente espresse in pixel, anche se l'aumento  della densità dei pixel nelle nuove generazioni di dispositivi comporta  che non si possa considerare l'area di visualizzazione solo in termini  di pixel, senza considerarne l'effettiva dimensione.
Il framework Bootstrap identifica (in riferimento al "max-device-width") quattro tipi di device e corrispondenti resolution breakpoint:.
extra small device con risoluzione inferiore a 768 pixel
small device con risoluzione fino a 992 pixel
desktop con risoluzione inferiore a 1200 pixel
large device con risoluzione superiore a 1200 pixel
mentre Ethan Marcotte ne identifica sei:
320 pixel per dispositivi con schermi piccoli, come cellulari, con orientamento verticale (portrait)
480 pixel per dispositivi con schermi piccoli, come cellulari, con orientamento orizzontale (landscape)
600 pixel piccoli tablet, come Kindle di Amazon (600x800) e Nook di Barnes&Noble (600x1024), con orientamento verticale
768 pixel tablet da 10 pollici, come l'iPad (768x1024), con orientamento verticale
1024 pixel computer da scrivania, fissi o portatili e tablet come l'iPad (1024x768), con orientamento orizzontale
1200 pixel computer con schermi larghi, tipicamente fissi ma anche alcuni portatili
Tali tipologie possono essere più genericamente ricondotte a quattro principali:
mobile: per cellulari
narrow: per tablet
normal: computer fisso o portatile
wide: schermi di grandi dimensioni
- Impaginazione grafica
Le strategie per riorganizzare i contenuti in funzione dei  dispositivi, hanno portato alla classificazione di diverse tipologie di  impaginazioni grafiche:
  • Reflowing - L'impaginazione di tipo Reflowing contiene diverse sottocategorie:  Mostly Fluid (multi colonna con margini più larghi su grandi schermi, e  su schermi narrow le aree vengono allineate su un'unica colonna), Column  Drop, Layout Shifter, Tiny Tweaks.
  • Equal Width - L'impaginazione di tipo Equal Width divide lo schermo in colonne  delle stesse dimensioni, e il numero di colonne può aumentare o  diminuire proporzionalmente alla larghezza dello schermo.
  • Off Canvas - L'impaginazione di tipo Off Canvas divide lo schermo in aree,  principalmente verticali, che al diminuire della risoluzione non vengono  mostrate in funzione della loro importanza fino a mostrare una sola  colonna con il contenuto principale.
  • Source-Order Shift - L'impaginazione di tipo Source-Order Shift sfrutta le proprietà flexbox e box-ordinal-group dei css per cambiare l'ordine con i quali i blocchi di contenuti vengono visualizzati nella pagina.
  • List - L'impaginazione di tipo List organizza la pagina in semplici liste di  elementi che, analogamente a quanto succede sulle impaginazioni di tipo  Equal Width, sono visualizzate su un numero di colonne proporzionali  alla larghezza dello schermo
  • Grid Block -
    L'impaginazioni di tipo Grid  Block che suddividono il layout in una griglia di rettangoli o quadrati.
» Rivelazione del dispositivo e compatibilità
Un tema di particolare interesse per il design responsivo è quello  della compatibilità. Non tutti i browser e dispositivi, infatti,  riconoscono le istruzioni più utilizzate per il ridimensionamento fluido  dei contenuti o supportano le tecnologie necessarie. È inoltre  fondamentale la rilevazione corretta del dispositivo, per fornire la  relativa impaginazione grafica e individuare il livello di compatibilità  possibile. I browser dei primi cellulari non sono in grado di interpretare funzioni quali media queries o JavaScript,  ed è pertanto più conveniente creare una impaginazione specificamente  adatta alla visualizzazione su smartphone e computer, piuttosto che  tentare una "degradazione graduale" per adattare un sito complesso e  carico di immagini alla maggior parte dei cellulari. L'identificazione dello user agent,  ovvero del browser, e l'identificazione del dispositivo mobile sono due  modi di dedurre se JavaScript e alcune istruzioni dell'HTML e dei fogli di stile sono supportate. L'utilizzo di librerie JavaScript come Modernizr, jQuery, e jQuery mobile può essere utile allo scopo, verificando direttamente le caratteristiche e lo user agent usati dall'utente.
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SITI E-COMMERCE
» Descrizione
E-commerce è l'abbreviazione dell'inglese electronic commerce ed è conosciuto in italiano anche come commercio elettronico o commercio online. Si può definire come una forma di commercio in cui l'acquisto/vendita viene effettuato attraverso un sito internet. Secondo questa definizione l'e-commerce non è solo il negozio online  che mette in vendita beni di tipo materiale (abbigliamento, elettronica,  libri, ecc.) ma anche tutti quei siti che vendono beni "immateriali" come ebook, software, videocorsi e servizi vari come quelli finanziari e bancari. Teoricamente si può vendere di tutto online anche se  naturalmente alcuni prodotti sono più adatti di altri al commercio  elettronico, a cominciare dai prodotti digitali come ebook e software  che vengono venduti quasi totalmente sul web.
GWD siti e-commerce
- Gestione ecommerce per vendite online

- Pagina contatti + Google Maps

   - Pagina facebook collegata

- Statistiche visite sito di marketing
         (opzinale con acq. del Database)

 - Gestione Pannello di controllo

- Indicizzazioen sui motori di ricerca

» Titi
Il commercio online si può dividere in due categorie:
Esistono diversi tipi di commercio elettronico a seconda della modalità di transazione (nome completo e acronimo), ma le due categorie più importanti sono:
  • B2C (Business to consumer) in cui le transazioni commerciali avvengono tra azienda e consumatore finale.
  • B2B (Business to business) dove le transazioni avvengono tra aziende.
La forma più diffusa di commercio elettronico è quella che prevede il  possesso di un sito internet di proprietà nel quale è presente un catalogo di prodotti. Il negozio online può riguardare solo gli oggetti di un singolo produttore o può essere un vero e proprio supermercato virtuale in cui è possibile trovare prodotti di varie marche.
Vendere online non significa per forza aprire un negozio su un proprio sito web perché ci si può avvalere di piattaforme terze dedicate alle compravendite.
Un esempio famoso è eBay,  il sito di aste in cui vengono messi in vendita oggetti nuovi e usati  di qualsiasi tipologia o, per citare un esempio più di nicchia, i siti di microstock sui quali è possibile fare compravendita di foto e immagini.
Grazie ai costi minori di un e-commerce rispetto ai canali di vendita tradizionali, molte piccole e nuove aziende  hanno potuto iniziare o espandere la propria attività arrivando a  commerciare con tutto il mondo anche partendo da un piccolo paese.  Magari con l'aiuto di precise strategie di marketing.
» Il successo dell'ecommerce
Il pubblico si sta sempre più abituando a fare acquisti su internet e il fatturato delle vendite online aumenta esponenzialmente ogni anno. Negli ultimi anni stanno salendo di numero gli acquisti fatti non solo da computer ma anche quelli eseguiti da dispositivi mobile come smartphone e tablet.
Il successo sempre più grande del commercio elettronico si può spiegare con diversi fattori:
  • Sicurezza. La presenza di diverse tecnologie che permettono di effettuare pagamenti e transazioni di dati personali in totale sicurezza come i protocolli SSL (Secure Socket Layer) e HTTPS. Inoltre chi vende online deve rispettare determinate garanzie come termini di consegna ben definiti e diritto di recesso al cliente.
  • Convenienza. Acquistare online è mediamente più conveniente. Questo si deve anche al fatto che gestire un negozio online comporta meno spese di gestione rispetto a un negozio fisico.
  • Comodità. I negozi sul web non chiudono mai e sono accessibili 24 ore al giorno per tutti i giorni dell'anno. Può acquistare senza sforzi anche chi vive in piccoli paesi ed è lontano dai grandi centri commerciali.
    Inoltre gli acquisti vengono spediti direttamente a casa e questo significa non dover fare file al centro commerciale per pagare alla cassa o trovare parcheggio.
  • Informazioni. Su internet è facile informarsi sui prodotti direttamente dalla scheda presente sull'e-commerce o indagando su altri siti di informazione. Questo permette di scegliere il prodotto giusto senza influenze esterne (ad esempio il commesso del negozio).
» Punto di vista fiscale
Dal punto di vista fiscale rileva la classificazione in base alla diversa natura dei beni oggetto delle transazioni, si distingue a tal fine tra:
  • commercio elettronico diretto (On line), in caso di fornitura di beni “virtuali” o di servizi. In quest’ipotesi l’oggetto della transazione viene trasferito al cliente attraverso il sistema informatico stesso. Riguarda la cessione di beni immateriali e servizi informatici forniti attraverso «Internet o una rete elettronica e la cui natura rende la prestazione essenzialmente automatizzata, corredata da un intervento umano minimo e, in assenza della tecnologia dell’informazione, impossibile da garantire» (art. 11, Regolamento CE, 17.10.2005, n. 1777/2005; in merito R.M. 15.11.2004, n. 133/E e 21.7.2008 n. 312/E).
  • commercio elettronico indiretto (Off line), in caso di fornitura di beni materiali: il bene oggetto della transazione viene consegnato utilizzando i tradizionali canali fisici di distribuzione. A seguito dell’ordine il bene viene spedito o consegnato all’acquirente con i canali tradizionali (spedizione postale, vettore, corriere); il pagamento può avvenire o direttamente al momento dell’ordine in via elettronica (carta di credito o altri sistemi elettronici di pagamento) oppure alla consegna.
» Normativa italiana e definizioni
Prima di intraprendere un’attività di E-Commerce è opportuno avere un quadro sulla normativa legislativa che regola tale attività. Le norme da seguire in materia d’attività di commercio elettronico sono numerose e possono essere ascrivibili alle seguenti:
  • lgs. 114/98 riforma della disciplina relativa al settore del commercio, a norma dell’articolo 4, comma 4, della legge 15 marzo 1997
  • lgs. 185/99 attuazione della direttiva 97/7/CE relativa alla protezione dei consumatori in materia di contratti a distanza
  • lgs. 70/2003 attuazione della direttiva 2000/31/CE relativa a taluni aspetti giuridici dei servizi della società dell’informazione, in particolare il commercio elettronico, nel mercato interno
Tra le definizioni e le nozioni che il Legislatore ha introdotto e disciplinato ad hoc, ecco le principali:
  1. a) “servizi della società dell’informazione”: le attività economiche svolte in linea -on line-, nonché i servizi definiti dall’articolo 1, comma 1, lettera b), della legge 21 giugno 1986, n. 317, e successive modificazioni;
  2. b) “prestatore”: la persona fisica o giuridica che presta un servizio della società dell’informazione;
  3. c) “prestatore stabilito”: il prestatore che esercita effettivamente un’attività economica mediante una stabile organizzazione per un tempo indeterminato. La presenza e l’uso dei mezzi tecnici e delle tecnologie necessarie per prestare un servizio non costituiscono di per sé uno stabilimento del prestatore;
  4. d) “destinatario del servizio”: il soggetto che, a scopi professionali e non, utilizza un servizio della società dell’informazione, in particolare per ricercare o rendere accessibili informazioni;
  5. e) “consumatore”: qualsiasi persona fisica che agisca con finalità non riferibili all’attività commerciale, imprenditoriale o professionale eventualmente svolta;
  6. f) “comunicazioni commerciali”: tutte le forme di comunicazione destinate, in modo diretto o indiretto, a promuovere beni, servizi o l’immagine di un’impresa, di un’organizzazione o di un soggetto che esercita un’attività agricola, commerciale, industriale, artigianale o una libera professione.
Per quanto riguarda l’Iva, con l’emanazione della direttiva del Consiglio 7 maggio 2002, n. 2002/38/CE e delle successive direttive e regolamenti, viene introdotto un regime speciale per le operazioni di commercio elettronico diretto. Si stabilisce, infatti, che:
  • tutte le forniture tramite mezzi elettronici devono essere considerate prestazioni di servizi;
  • la tassazione ai fini Iva deve avvenire nel luogo del consumo;
  • i servizi elettronici utilizzati nel territorio dell’Unione europea devono essere assoggettati a Iva nel singolo Paese del consumo quando sono posti in essere da un soggetto residente in un Paese non appartenente all’Unione europea;
  • per i soggetti extra Ue devono essere emanate procedure semplificate per l’assolvimento degli obblighi tributari che derivano dall’effettuazione delle predette operazioni nel territorio dell’Unione europea.
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SITI LANDING PAGE
» Descrizione
Una landing page è spesso personalizzata per campagne pay per click, in modo che il suo contenuto sia il più possibile prossimo a quanto cercato sul motore di ricerca.
Esistono due tipi di landing page, chiamate:
  • Landing Page di consultazione (Reference): hanno lo scopo di  comunicare informazioni importanti per il visitatore; queste pagine  possono anche includere testi o elementi particolari.
  • Landing Page transazionali (Transactional): spingono invece  il navigatore a completare una certa attività (normalmente riempire un  modulo sul web). Questo tipo di landing page è utilizzata per vendere  prodotti, servizi o contenuti.
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- Compilazione di un form per richiedere informazioni

- Compilazione do in form per richiedere un preventivo

- L'acquisto di un servizio o prodotto online

- Iscrizione a una newsletter o servizio
L'obiettivo di una landing page transazionale è fare in modo che  quanti più navigatori arrivino sulla pagina e seguano l'invito a  compiere un'"azione" (come, ad esempio, il click su un'email, la  compilazione di un modulo di richiesta, il click su un link). L'indice  di efficienza viene chiamato "tasso di conversione" (Conversion rate, "CR"). Per assicurare un buon CR, è importante la presenza di alcuni parametri:
  • Compatibilità più estesa possibile della landing page su tutte le  piattaforme, per risoluzione utilizzata, per peso in Kb, per tecnologie  scelte (sconsigliati, se non indispensabili, Java, Flash);
  • Presenza di una richiesta di azione molto evidente e univoca (una sola azione, nessun link esterno nella pagina);
  • Presenza di offerte speciali e testi attraenti.
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SITI VETRINA
» Descrizione
Un sito vetrina è un sito illustrativo della tua attività, cioè il sito classico che si presta ad essere una brochure online o un biglietto da visita, con le pagine chi siamo - prodotti - servizi - contatti - ecc. Solitamente è lo strumento con cui una piccola attività esordisce sul web in quanto la flessibilità offerta da internet consente col tempo il suo ampliamento.
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Il sito vetrina è un sito illustrativo della tua attività e del tuo Blog ed è fondamentale per tre motivi:

- Comunicare meglio con chi lo visita, aumentando i contatti

- Compilazione di un form per richiedere un preventivo

- Collegamento ai tuoi social
Poter avere un sito modellato sulla tua attività è importante per:
  • comunicare meglio con i visitatori, aumentando la possibilità di essere contattati;
  • ci si distingue dalla concorrenza e contribuisce ad essere più facilmente memorizzabili dai visitatori.
Alcuni punti importanti per avere un buon sito vetrina sono:
  • un aspetto moderno, senza introduzioni animate pesanti da caricare, un layout grafico pulito e moderno, niente pagine nascoste difficili da raggiungere con una buona  velocità di caricamento delle pagine, ottima navigabilità per  invogliare l’utente a visitare tutte le pagine (più resta sul tuo sito,  più è alta la probabilità che ti contatti).
  • Connessione ai social network obbligatoria, per sfruttare la multi-canalità.
  • Testo ben leggibile ed immagini non scontate (possibilmente realistiche o reali che ritraggono la tua azienda a lavoro).
  • Attenzione Call to Action: evitare pulsanti scontati “Contattaci”, non funzionano più!
  • Evitare un form contatti che chieda troppi dati, meglio limitarsi all’essenziale (nome, e-mail, telefono, messaggio).
Ti aiuto a fare luce su questi aspetti fondamentali, in modo che il tuo nuovo sito web vetrina diventi un potente strumento di marketing per rafforzare il tuo brand, portarti nuovi contatti, fidelizzare meglio la tua clientela.
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